

I riflessi arcaici (o primitivi) sono risposte motorie involontarie ed automatiche gestite dal tronco encefalico. Presenti fin dalla vita intrauterina o dalla nascita, servono a garantire la sopravvivenza del neonato, a proteggerlo e a stimolare lo sviluppo del suo sistema nervoso. Con la maturazione del cervello e della corteccia cerebrale, questi riflessi dovrebbero gradualmente "spegnersi", o meglio integrarsi, lasciando il posto ai movimenti volontari e al controllo posturale. Quando un riflesso non si integra nei tempi previsti, continua a rimanere attivo nell'ombra, condizionando lo sviluppo motorio, cognitivo ed emotivo del bambino.
Ogni riflesso ha una propria finestra temporale di comparsa e scomparsa. Ecco i principali riflessi primitivi e quando dovrebbero normalmente integrarsi:
Riflesso di Moro, o dello spavento
Reazione a un forte rumore o alla sensazione di cadere, in cui il neonato apre le braccia ed estende il collo per poi richiudersi.
Quando si integra: entro i 2-4 mesi di vita.
Riflesso di Prensione Palmare, o Grasping
Il neonato stringe fortissimo qualsiasi oggetto o dito che tocchi il suo palmo.
Quando si integra: intorno ai 3-6 mesi.
Riflesso Tonico Asimmetrico del Collo
Ruotando la testa del bambino da un lato, il braccio e la gamba dello stesso lato si estendono, mentre quelli opposti si flettono (la classica posizione “da schermidore”). È fondamentale per preparare la coordinazione occhio-mano.
Quando si integra: intorno ai 6 mesi.
Riflesso Tonico Simmetrico del Collo
Inclinando la testa in avanti le braccia si piegano e le gambe si stendono; estendendo la testa all’indietro avviene il contrario. È la preparazione per andare a carponi e gattonare.
Quando si integra: entro i 9-11 mesi.
Riflesso di Galant
Accarezzando un lato della schiena lungo la colonna, il bambino piega il bacino verso quel lato.
Quando si integra: tra i 3 e i 9 mesi.
Riflesso di Suzione e Champing
Indispensabile per l’alimentazione nei primi mesi.
Quando si integra: intorno ai 3-4 mesi, passando da automatico a movimento volontario.
Se un riflesso rimane attivo oltre il limite fisiologico, il cervello deve continuamente consumare energia per compensarlo o inibirlo con la forza di volontà. Questo crea delle "interferenze" nello sviluppo.
A seconda del riflesso non integrato, in età pediatrica e scolastica si possono osservare diversi segnali:
Povertà di coordinazione, goffaggine, tendenza a camminare sulle punte, iperattività, postura scorretta alla scrivania o difficoltà a rimanere seduti fermi.
Difficoltà nella scrittura (impugnatura troppo rigida della penna, tratto marcato), problemi nel seguire la riga con gli occhi durante la lettura (saccadi oculari disturbate dall’RTAC), dislessia o disgrafia apparente.
Ipersensibilità agli stimoli ambientali (luci, rumori), ansia costante o risposte eccessive di “attacco o fuga” (se il riflesso di Moro è ancora attivo).
Spesso legati alla mancata integrazione dei riflessi di suzione, prensione o del riflesso palmo-mentoniero.

In presenza di questi segnali, la prima cosa da fare è evitare di colpevolizzare il bambino, etichettandolo come "pigro", "distratto" o "goffo". Il suo sistema nervoso sta semplicemente lavorando con un sovraccarico. La soluzione passa attraverso una valutazione multidisciplinare e un percorso di riorganizzazione neurologica basato su esercizi di movimento ritmico e ripetitivo, formulati su misura per stimolare il cervello a completare il processo di integrazione.
Un approccio isolato rischia di essere parziale. Per garantire al bambino il miglior recupero possibile, la sinergia tra più figure professionali è fondamentale:
1. L’Osteopata Pediatrico
L’osteopata individua e tratta le restrizioni di mobilità e le tensioni somatiche (causate ad esempio da traumi da parto, posizioni intrauterine o tensioni cranio-sacrali) che possono “bloccare” il sistema nervoso in uno stato di allerta, impedendo la naturale scomparsa dei riflessi. Liberando le strutture corporee, crea il terreno fisiologico ideale per l’integrazione.
2. Il Fisioterapista, o Terapista della Neuro e Psicomotricità
Si occupa della valutazione specifica dei riflessi ancora attivi e della rieducazione motoria. Attraverso percorsi psicomotori e programmi di movimenti ritmici personalizzati, guida il bambino verso la maturazione degli schemi motori di base, il controllo posturale, la coordinazione e l’equilibrio.
3. Il Logopedista
Essenziale quando i riflessi non integrati toccano la sfera della bocca, del viso e del collo (riflessi orofacciali). Il logopedista interviene se la persistenza di questi schemi causa deglutizione atipica, respirazione orale, problemi di articolazione del linguaggio o difficoltà legate alla motricità fine e all’oculomotricità necessarie per la lettura e la scrittura.
I riflessi arcaici non integrati non sono una patologia, ma una "tappa mancata" del percorso di sviluppo che può essere felicemente recuperata. Grazie a un intervento tempestivo e alla collaborazione stretta tra specialisti del corpo, del movimento e del linguaggio, è possibile liberare il potenziale del bambino, aiutandolo a crescere in modo sereno, armonico e coordinato.
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Sono Gloria Curati, osteopata e fisioterapista a Parma e Salsomaggiore Terme, specializzata nei trattamenti di mamme in gravidanza e neonati.

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