OSTEOPATIA PEDIATRICA

Ad un certo punto della discesa il bambino si può trovare con l’occipite compresso sotto al margine della sinfisi pubica della mamma. Lo stretto della vulva ha un orientamento anteriore e superiore, quindi in questo passaggio, il bambino dovrà effettuare un’estensione del rachide cervicale, per poter passare nel canale del parto. Anche in questo passaggio si possono sviluppare disfunzioni craniali (a livello condilare, sull’atlante, ancora sulla giunzione cervico toracica) poiché il fulcro è il pube della mamma.
Questa discesa, non avvenendo esattamente in modo lineare, può comportare compressioni in modo asimmetrico e anche durante tutta la fase espulsiva della testa si possono creare compressioni anche a livello del volto. Una volta che la testa è uscita, normalmente il bimbo esegue un’altra rotazione verso l’arto inferiore destro della mamma, creando una specie di spirale con il resto del corpo, in modo da mettere su un asse obliquo le spalle. In questa fase le tensioni che si sviluppano a livello toracico possono determinare delle disfunzioni in torsione ed inclinazione della gabbia toracica del bambino (cingolo pelvico e pettorale).

Nonostante il parto naturale sia piuttosto dispendioso, sia per la mamma che per il bambino, rimane di vitale importanza perché permette la produzione di catecolamine che migliorano la capacità di sopravvivenza del bambino, promuove la respirazione, aumenta il metabolismo e aumenta l’apporto di sangue agli organi vitali e migliora anche lo sviluppo del suo sistema immunitario. (thilaganatan, meher-homji “labor: an immunologically beneficial process for the neonate” 1994).

Esistono poi le distocie, quindi parti difficoltosi per presentazioni diverse da quella di vertex:

  • Occipito-posteriore
  • Podalica
  • Di faccia

Queste presentazioni nn particolarmente fisiologiche, possono determinare comunque disfunzioni a livello del rachide e del cranio, che dovrebbero essere normalizzate.